I Cento lavori più orrendi

Messe da parte le aspirazioni bambinesche di diventare calciatore o astronauta, bisogna rimboccarsi le maniche e trovarsi un’occupazione per mantenere gli studi o la propria indipendenza. Dopo i tanti sogni c’è la dura realtà e la consapevolezza che per inserirsi nellagiungla del lavoro non bisogna avere pregiudizi nei confronti di alcuna mansione. Per i tanti che sono cresciuti con il mito di Alberto Sordi che ne “I vitelloni” fa il gesto dell’ombrello e una pernacchia ai “lavoratori”, cercare un’occupazione stabile diventa quasi un percorso a ostacoli, tra concorsi super affollati, colloqui terminati con un “le faremo sapere” e offerte sempre più improbabili.

Nel caso in cui si riesca a trovare un’occupazione, passa poco e arriva l’inevitabile delusione: “Odio il mio lavoro!” Tutti almeno una volta abbiamo esclamato qualcosa del genere, e c’è chi ha pensato di raccogliere lo sfogo di centinaia di lavoratori, stufi ed esterefatti delle proprie grottesche esperienze. Il libro “Cento lavori orrendi ” (Enaudi) a cura di Dan Kieran, racconta con amara ironia come trovare un lavoro svilente della propria dignità, con l’aggravante di paghe misere. Leggendolo potremo scoprire attività che mai avremmo creduto reali e di certo rivaluteremo un po’ la nostra occupazione. L’autore del libro è uno dei maggiori esperti di lavori orrendi. Prima di diventare famoso, sbarcava il lunario con una miriade di occupazioni miserevoli. Nel suo imbarazzante curriculum vitae vanta posizioni quali estirpatore di erbacce, sguattero, cameriere in una caserma, magazziniere e ammazza tacchini. Il suo piú grande desiderio è quello di smettere di lavorare…

Cento lavori da evitare

La rivista inglese “The Idler” ha tenuto per anni una rubrica, aperta ai lettori, in cui si potevano descrivere le proprie esperienze lavorative. Da quella rubrica sono state scelte le cento storie del libro. Cento lavori possibili, impossibili, spesso terrificanti; lavori che nell’immaginario collettivo non vengono considerati poi cosí male ma che si rivelano una vera e propria tortura. Il libro ci racconta gli sforzi, la miseria e la ribellione di chi ha lavorato in bui e infernali magazzini, ma anche uffici, call center, ospedali, ristoranti e fabbriche. Ecco qualche esempio: l’aiuto cuoco in un negozio di kebab, perforatore di torte, ammazza salmoni, sterminatore di roditori, selezionatore di pillole, controllore nelle fabbriche di patatine fritte (il lavoro consiste nel togliere da un rullo trasportatore tutte le patatine “difettose”). La lista non finisce qui, c’è iltelefonista porno, che lavora da mezzanotte alle sei del mattino. Questa è la sua storia : ” Il posto era squallido, ricevetti un manuale d’istruzione che conteneva delle perle di saggezza tipo la lista delle cose che un uomo ama sentirsi dire”, e nelle prime dieci spiccava “sto aprendo le natiche per te” . Ho resisto qualche settimana, ma ci sono ragazze che lavorano lì da sei anni”.

Un’altra figura curiosa è sicuramente l’esaminatrice di sperma, e anche lei racconta la sua storia : “Tutti i giorni esamino, più o meno, quattrocento campioni di sperma, per diagnosi o varie. A parte la coltura, già abbastanza disgustosa, l’esame che più detesto è quello dell’analisi del seme. Risucchio tutto con una pipetta e lo risputo più volte nel contenitore: l’odore che ne esce è nauseabondo”. Agghiacciante anche l’esperienza dell’allevatore di larve: “Il primo giorno di lavoro lo passai nella fosse dei vermi: una specie di piscina olimpionica, piena di carcasse marcescenti di animali e pesci, su cui crescevano le larve. Indossavo una tuta e gli stivaloni, e il mio compito era stare dentro la vasca, e girare ogni tanto con il badile le larve”.

E voi? Avete mai fatto un lavoro “strano”? O più semplicemente avete mai sentito di qualche altro lavoro avvilente e mal pagato?

Articolo tratto da: http://www.giovani.it/news/societa/100lavori_orrendi.php

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