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Francesco Coniglio

settembre 19, 2008

Rimbalzando da Webgolr di Antonio Sofi al blog della rivista Blue a Canemucca ho pescato questa lettera dell’editore Francesco Coniglio (qua un profilo dell’editore) che fotografa lo stato di cose nel fumetto d’autore italiano. La lettera è stata pubblicata su XComics. Le vignette sono di Canemucca. Niente male.Eccola qua:

Cari lettori,

tra gli addetti ai lavori del mondo del fumetto, credo di essere ormai per anzianità e per continuità, tra i pochi che hanno visionato e valutato i primi fumetti di più di mille autori esordienti.
In trenta anni di attività, a cinquanta colloqui all’anno, già siamo a millecinquecento.
Ma ora che mi metto a fare dei calcoli per scrivere questo editoriale, vi dico che sono molti più.

Concedetemi dunque una “certa“ esperienza che vi evidenzio, perché voglio raccontarvi di uno dei problemi più importanti che sta all’origine di una storia a fumetti: quanto è necessario che il disegnatore che propone i propri disegni sia anche in grado di scriversi da solo la storia?
Nella maggioranza dei casi, le storie a fumetti che mi vengono sottoposte sono molto carenti nel soggetto e nella sceneggiatura.

Se intravedo che il disegnatore è potenzialmente bravino e dotato di talento allora chiedo, sempre con molto tatto e con molto garbo, per evitare di scatenare subito la possibile suscettibilità del giovane di turno, se per caso egli non sente l’esigenza di lavorare su testo scritto da altri (tanto per non dirgli chiaro e tondo che come disegnatore potrebbe valere qualcosa, ma che come scrittore è completamente negato!).

 

Nella maggioranza dei casi intuisco subito dal tono della risposta che: o il giovane non ha gli strumenti per capire quello che gli sto chiedendo, quindi non discerne tra soggetto e sceneggiatura e neanche capisce bene cosa significhi la parte testuale e narrativa del fumetto, praticamente è di una ignoranza inquietante (purtroppo questa casistica negli ultimi dieci anni è sempre più rilevante) oppure capisce fin troppo bene e si inalbera immediatamente sostenendo il suo sconfinato talento di scrittore.

I casi in cui il giovane è in grado di capire che una storia a fumetti è composta dalla somma e dall’amalgama di due talenti diversi come la capacità di disegnare e la capacità di scrivere, sono purtroppo o fortunatamente casi minoritari. Dico fortunatamente perchè proprio da questa minoranza emergono poi quei talenti intelligenti che non solo possono arrivare alla pubblicazione, ma anche all’eccellenza qualitativa.

Gli altri casi sono ingovernabili: assistiamo a disegnatori talentati ma talmente imbottiti di boria e presunzione che riescono anche a pubblicare e a volte anche a resistere per qualche anno nel settore con un certo minimo successo, accompagnando bellissimi disegni con storie inadeguate, noiose, insensate e nulle.
Alla fine dopo aver venduto il primo o il secondo albo per la qualità abbagliante del disegno, i lettori si ritraggono, perchè i lettori di fumetti vogliono appunto “leggere“ dei bei fumetti non soltanto “guardare“ dei bei disegni e gli editori si eclissano. E questa quota di disegnatori presuntuosi andrà a ingrossare le file degli illustratori e  non smetterà mai nella vita di sputare veleno sui fumetti e sul mondo del fumetto (sostenendo che loro invece sono dei “pittori“!).

Il problema è che non avranno vita facile neanche nel mondo “illustratori“ perché la presunzione è una brutta bestia che se non curata in tempo mina qualsiasi carriera.
La presunzione e l’ignoranza sono i due principali fattori che limitano e scremano, all’origine, la potenzialità di diventare un bravo autore di fumetti.

Voi lettori che ci leggete avete il diritto e il dovere di scriverci una mail criticando storie e disegni. Non abbiate timore, ditela tutta, non passeremo agli autori i vostri indirizzi.
Buona Lettura
Francesco Coniglio
francescoconiglio[at]tiscali.it

colonna sonora durante la stesura:

Lung by Dinosaur jr.

Raisans by Dinosaur jr.

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