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Supern8e – L’Impero della Notte

marzo 31, 2011

Dopo mesi di assenza, annuncio ai miei tre lettori che segue l’anteprima mondiale web del mio primo film , un cortometraggio girato con Giulio Frizzi nel 2003 con la mia amata Super 8. Ci abbiamo pure vinto il Premio Speciale della Giuria al Festival Internazionale di Cortometraggi Yasujiro Ozu 2003. Allora ignoravo chi fosse il grande regista giapponese, oggi sono persino riuscito a vedere i primi dieci minuti del suo capolavoro, “Tokyo qualcosa”….

E’ la storia di un Autogrill a notte fonda, quando strani irritabili ed isterici personaggi si sostituiscono a indaffarati auotomobilisti tracannacaffè. Il film è tratto da sogni realmente accaduti al sottoscritto. Allora decisi di tenermi stretti questi sogni, assumendo per settimane solo film, musica e libri attinenti alle sue atmosfere (Fellini, Pink Floyd e libri come L’Orco Insabbia). Da ciò scaturirono nuove visioni a occhi aperti che andarono a completarne la “storia”.

E’ un pò lento e pieno di ingenuità, ma da qualche parte bisogna pur cominciare…pensate che il direttore della fotografia ce l’avevo solo al telefono, non l’ho mai incontrato e non ho mai saputo il cognome. Il carrello aveva le ruote di gomma e ballava come un ossesso. Le bobine di Super 8 duravano massimo 3 minuti e il mirino della cinepresa era microscopico. Passare quest’anno al full hd, a un grande direttore della fotogrofia, alla Red 4K e a un’intera troupe è stato un pò più agevole.

Fino a pochi mesi fa non sopportavo rivederlo perchè pieno di errori ingenuità. Ma soprattutto perchè non realizzai più un film e detestavo l’idea che dovesse rappresentarmi ancora questa cosa acerba che non mi somigliava più granchè. Visto che nel 2010 ho girato un nuovo film, Miracolo Aquilano, ho potuto finalmente fare pace con questo.

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La continuity Marvel rivoluzionerà il cinema

luglio 1, 2008

Con il bellissimo Blade, film uscito nel 1998, la Marvel Comics ha dichiarato al mondo che era finalmente giunto il momento di imporsi con GRANDE stile sul GRANDE schermo, dopo molti goffi tentativi ed esperimenti come la prima trilogia dell’Uomo Ragno, il film dei Fantastici Quattro prodotto da Corman, il primo – e ancora il migliore – Punitore, Capitan America e poco altro. Dopo l’inizio della trilogia del cacciatore di vampiri è toccato a molti altri, con una frequenza in aumento esponenziale, con risultati spesso eccellenti (Spiderman 2, I Fantastici Quattro e Silver Surfer, X-Men), decisamente discreti (I Fantastici Quattro, Hulk) o mediocri anche se di buona fattura (Daredevil, Elektra, Il Punitore). Non parliamo della clamorosa occasione perduta di Ghost Rider (2007), che aveva trovato il suo interprete ideale e uno scenario assolutamente favorevole per un buon esito.

La svolta, dovuta a una scelta coraggiosa e potenzialmente rivoluzionaria per la storia del cinema è arrivata dopo i grandi successi dei film della Distinta Concorrenza (la DC Comics di Superman, Batman ed Hellboy) e dei film tratti dalle graphic novels di Frank Miller (Sin City e 300). Occorreva una scelta di campo per distinguersi e sfidare una concorrenza così agguerrita. Quale svolta? La decisione di inserire la continuity dei fumetti Marvel nei film per il cinema. Non si era mai tentata una cosa simile: inserire le storyline di una serie di film su personaggi diversi in intrecci più grandi che li collegano fra di loro.

Iron Man e l’Incredibile Hulk, a prescindere dalla qualità, sono i primi nodi di una tela che la Casa delle Idee ha iniziato a tessere prendendo in mano la produzione dei propri film diventando casa di produzione. Dopo i titoli di coda di Iron Man – forse il miglior film Marvel prodotto finora – Samuel L. Jackson, nei panni del direttore dello S.h.i.e.l.d. Nick Fury mette in piedi un cliffhanger niente male proponendo al genio milardario Tony Stark/Iron Man di mettere in piedi una squadra di supereroi (cioè I Vendicatori). Il personaggio di Tony Stark è presente anche nell’Hulk di Leterrier, interpretato sempre dal redivivo e assoultamente perfetto Robert Downey Jr. Si presenta stavolta nell’ultima scena del film per proporre, anche a nome di Fury, al Generale Ross/William Hurt di unirsi a loro per realizzare il progetto di cui sopra. E’ chiaramente solo l’inizio di una storia che coinvolgera molti dei prossimi film Marvel, vale a dire Captain America, Ant-Man, Iron Man 2 e The Avengers, che saranno pronti nel giro di quattro anni.

La cosa mi lascia personalmente senza fiato. Quando ho saputo dell’uscita del primo Spiderman era già da non crederci per un Marvel-fan della prima ora come me, ma non speravo si arrivasse a tanto. Credo quindi che si possa dire che da ora in poi non si tratterà solo di valutare i singoli film Marvel, ma di considerarli anche in funzione di un affresco più grande che andrà formandosi di anno in anno. Esattamente come si fa con i fumetti. Sarà un universo Marvel alternativo rispetto a quello principalmente seguito dalle testate a fumetti, anche se molto simile ad esso.

Non trovate che sia un esperimento cinematograficamente senza precedenti e dalle potenzialità enormi? Si potrebbe temere il rischio di una deriva auto-referenziale col passare del tempo, ma la decennale esperienza della Marvel in fatto di continuity dovrebbe essere una garanzia di per sè. A meno che non facciate parte della dannata Distinta Concorrenza.

Sic semper Marvel.